Gennaio 27, 2009
SearchMonkey è una piattaforma di sviluppo per permettere a sviluppatori e proprietari dei siti web di migliorare i risultati di Yahoo! Search utilizzando le nuove tecnologie semantiche. I risultati delle ricerche che rappresentano pagine con contenuti semantici verranno mostrati in modo differente dal classico blocco titolo-descrizione-URL, saranno infatti messi in evidenza immagini, un’elenco di link principali della pagina ed un insieme di informazioni rilevanti, tutto questo all’interno dello stesso elenco dei risultati organici della ricerca, generando un sicuro guadagno in termini di visualizzazione, qualità e numero dei click.
Il proprietario del sito dovrà inserire del contenuto semantico al’interno delle pagine web sfruttando i microformats, RDFa o le altre tecnologie semantiche, oppure utilizzando gli sterumenti di sviluppo forniti da Yahoo! per costruire data services che estraggono i dati d’interesse dal sito; una volta rese recuperabili le informazioni è possibile definire l’aspetto del blocco che apparirà nell’elenco dei risultati specificando quali informazioni dovranno essere visualizzate. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da dezaiacomo
Ottobre 30, 2008
RDFa fornisce un insieme di attributi XHTML per rappresentare in formato machine-readable dei dati human-readable come le pagine web, senza che sia necessario riscrivere e creare nuovi contenuti (eventualmente anche in altri formati e con altre sintassi), ma semplicemente aggiungendo informazioni a quelli già esistenti.
Quando un utente raggiunge una pagina web è in grado di capire che, molto probabilmente, il testo scritto con un carattere più grande rispetto resto del contenuto della pagina indica il titolo della pagina stessa, e che la foto a fianco della biografia dell’autore è presumibilmente la foto dell’autore stesso. Se un’applicazione (browser) raggiunge la stessa pagina, non è in grado di fare le stesse deduzioni dell’utente, si limita ad identificare una stringa nella testata ed una immagine affiancata a del testo.
Aggiungendo delle informazioni (attributi XHTML) che esprimono il significato degli elementi, è possibile far sì che i programmi possano “capire” le pagine web.
RDFa introduce dei nuovi attributi XHTML che accettano valori appartenenti ad vocabolario specifico.
Il vocabolario di riferimento (Dublin Core, FOAF, etc..) viene importato specificando una XML Namespace declaration che associa il prefisso alla URIref, ad esempio per il prefisso dc:
xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
In questo modo è possibile utilizzare gli elementi raccolti nel vocabolario (ad esempio dc:title) come valori per gli attributi XHTML di RDFa. RDFa permette anche l’utilizzo combinato di più vocabolari nella stessa pagina.
Le informazioni aggiuntive inserite agli elementi della pagina XHTML tramite RDFa, costruiscono delle relazioni tra gli elementi stessi e sono rappresentabili tramite grafi basati sulle triple RDF soggetto-predicato-oggetto, questo fatto chiarisce che RDFa non è altro che un’applicazione dell’idea di RDF applicata alle pagine XHTML. L’estensibilità e riusabilità che caratterizzano RDF si notano anche in RDFa, è infatti possibile costruire nuovi vocabolari creando e pubblicando documenti RDF in cui sono descritte le classi e le proprietà del vocabolario stesso.
Fonti:
http://www.w3.org/TR/xhtml-rdfa-primer/
http://www.w3.org/TR/rdfa-syntax/#rdfa-attributes
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Pubblicato da dezaiacomo