AdaptiveBlue BlueOrganizer e SmartLinks

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Image via CrunchBase

BlueOrganizer è un add-on per Firefox che introduce un nuovo sistema di navigazione e consultazione delle pagine web e che sebbene non sia un motore di ricerca, influenza in un certo senso anche un ambito come questo poichè molte delle ricerche che oggi sono necessarie per recuperare le informazioni che ci interessano, potranno essere by-passate.
La toolbar che viene aggiunta con l’installazione dell’add-on,oltre che ad un sistema di bookmarking/pubblicazione di contenuti sulle rispettive piattaforme di bookmarking come delicious o social networks come Facebook, è che uno strumento di browsing facilitato che presenta all’utente delle “scorciatoie” ad altri siti in base al contesto della pagina che stiamo visitando. Le funzionalità più interessanti di questa applicazione sono infatti riferite alla navigazione: se ad esempio siamo su un sito che ospita recensioni di libri e ne stiamo consultando una, BlueOrganizer ci fornirà, tramite la toolbar, un collegamento diretto a quel libro su amazon.com ed un link per trovare quell’autore su Barnes & Noble. Allo stesso modo per prodotti come album musicali, ristoranti, ricette o elementi come persone, per le quali vengono resi disponibili link ai relativi profili di Facebook, Flickr, Twitter.

La toolbar di BlueOrganizer

La toolbar di BlueOrganizer


Il metodo con cui BlueOrganizer propone i siti riferiti alla pagina corrente non è standard, ma si basa sulle attività online dell’utente; al momento della configurazione del servizio, un wizard creerà una lista di servizi che potrebbero interessare in base alla storia di navigazione dell’utente.
Per riconoscere le informazioni contenute nelle pagine web, l’applicazione di AdaptiveBlue – fondata da Alex Iskold – si basa sull’utilizzo di microformats nelle pagine web, su algoritmi di riconoscimento e metodi di catalogazione delle risorse, come libri, film o ristoranti, in formati XML. Per quanto riguarda il supporto dei microformats, è una scelta ragionevole quanto lungimirante e realmente orientata al Semantic Web. I microformats supportati sono hCard, hCalendar ed addr. Anche in caso di mancanza di dati semantici incorporati nelle pagine XHTML tramite i microformats, il riconoscimento del contesto ed il recupero delle risorse sono comunque possibili. Le risorse vengono rappresentate in file XML definendo gli attributi e le keyword più usate per riferirvici e tramite queste BlueOrganizer riconosce il contenuto delle pagine visualizzate.
La catalogazione delle risorse in un formato XML interno, sembra però una scelta che rema contro all’orientamento “Semantic Web”, quello scritto con le lettere maiuscole e proposto da Tim Berners-Lee. Creando un sistema personale di catalogazione invece che sfruttare le ontologie già disponibili o crearne di nuove seguendo i linguaggi standard disponibili come OWL, AdaptiveBlue non segue l’idea di riusabilità ed estendibilità che sono alla base del Semantic Web, trascinando con sè la chiusura ed i costi che ne derivano. L’approccio di BlueOrganizer verso il semantic web è di tipo top-down e si basa sulla capacità delle macchine di riconoscere gli elementi come libri, film e musica all’interno delle pagine web, senza che debba essere presente quella fase di incorporazione di metadati propria dell’approccio bottom-up.
Lo scopo di AdaptiveBlue è fornire all’utente un nuovo metodo di browsing intelligente ed un nuovo tipo di esperienza online. Per completare questa idea, AdaptiveBlue ha sviluppato anche SmartLinks, ovvero uno strumento per la pubblicazione – ad esempio tramite il proprio blog – di link “evoluti”, nel senso che a fianco del link sarà presente un’icona blu che una volta aperta mostrerà una serie di altri collegamenti relativi all’elemento di partenza. Con BlueOrganizer, gli SmartLinks appariranno direttamente per link riferiti agli elementi di alcuni siti, come ad esempio per libri o film su amazon.com, album e canzoni su last.fm, dati finanzari su Yahoo! Finance, persone su LinkedIn.

Esempio di SmartLinks - 1

Esempio di SmartLinks - 1

Esempio di SmartLinks - 2

Esempio di SmartLinks - 2

Il metodo con cui BlueOrganizer presenta le “scorciatoie”, come abbiamo detto, si basa sulla storia di navigazione dell’utente ed è quindi personalizzata. Il grado di personalizzazione possibile sembra però limitato dall’elenco di siti che, per ogni categoria, possono essere mostrati tra le “scorciatoie” e che sono definiti come quelli “raccomandati da AdaptiveBlue” che vengono scelti in base ai livelli di traffico da Alexa. Presentare il proprio sito web tra le scorciatoie di BlueOrganizer porta sicuramente un certo vantaggio all’azienda che tratta i prodotti relativi al contesto della pagina visitata, grazie al fatto che con BlueOrganizer l’utente viene indirizzato verso una serie di alternative limitate e viene eliminato il problema della dispersione dell’utenza che è alla base di molte scelte di marketing. Inserire il proprio sito in BlueOrganizer o tra i suggerimenti di SmartLinks ipotrebbe diventare – ipotizzando un’apertura dell’applicazione in questi termini – una nuova strategia di marketing, poichè aggirando i motori di ricerca si perde una grande, potenziale sorgente di traffico rendendo quasi vane le campagne di advertising e le strategie di SEO.
Poter inserire il proprio sito nelle liste di BlueOrganizer è solo un’ipotesi, è invece certo che applicazioni come quelle di AdaptiveBlue non possono far altro che spingere verso l’inserimento di informazioni semantiche nelle pagine web, in modo da facilitare il riconoscimento delle risorse che se effettuato basandosi solo su algoritmi e confronti statistici, non darà risultati validi come quelli ottenuti da un recupero delle informazioni realizzato partendo da dati strutturati in maniera formale e precisa come con RDFa o Microformats.

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