Google, Microformats, RDFa e l’evoluzione del commercio elettronico

agosto 2, 2009

Con il supporto per Microformats e RDFa anche da parte di Google, l’evoluzione che il semantic web porterà al commercio elettronico sembra sempre più vicina e  incisiva.

Come detto per SearchMonkey di Yahoo!, per i venditori online, incorporare informazioni semantiche nei propri siti web porterà a vantaggi sicuri sia in termini di visibilità che in termini di qualità degli annunci. Allo stesso modo questo si otterrà anche con Google, che sembra pronto a supportare anche il formato hProduct.

Fonte: Articolo di Alan Rimm-Kaufman


Anche Google verso il Semantic Web: Rich Snippets

agosto 2, 2009

Google annuncia il supporto per dati strutturati con Microformats e RDFa per evolvere gli “snippets”, ovvero i brevi riassunti che descrivono i siti che vengono visualizzati nelle SERPs.

Link all’articolo dell’annuncio sul Google Webmaster Central blog. (Maggio 2009)

Come ci si poteva immaginare, Google non ha tardato molto nel seguire la via “semantic-oriented” già intrapresa da Yahoo! con SearchMonkey.


Web 3.0 Conference – May 19-20, NYC

marzo 24, 2009

Web 3.0 Conference: Profit and gain insight by organizing information with semantic web and linked data technologies, May 19-20, 2009 New York City, The New Yorker Hotel.

Conference about Web 3.0 for Marketers, Information Technologists and Builders.

Informations here http://www.web3event.com/.

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FoaF Explorer

marzo 15, 2009

human-readable

–>

machine-readable

–>

human-readable.


FoaF Explorer è un tool che permette di visualizzare in forma human-readable la struttura di una rete FOAF.


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OWL – Web Ontology Language

novembre 16, 2008
Layer-Cake Diagram

Layer-Cake Diagram

Il livello che si trova sopra a RDF nel Layer-Cake Diagram (rappresentazione dell’architettura del Semantic Web) è OWL: Web Ontology Language.
Prima di tutto: cos’è un’ontologia? Con questo termine si intende la descrizione delle entità presenti in un sistema e delle loro relazioni. Un’ontologia quindi non è un semplice vocabolario di termini, ma una rete di relazioni tra entità definite.
OWL è un linguaggio per definire Ontologie Web e lo scopo di queste ultime è quello di descrivere formalmente il significato dei termini utilizzati nei documenti Web.
Questo livello dell’architettura del Semantic Web è molto importante per il fatto che dà la possibilità di realizzare quel passo verso la “machine-readabilty” delle informazioni, che, come abbiamo già detto, è l’elemento chiave del Semantic Web. OWL è infatti progettato per essere usato dalle applicazioni che devono elaborare le informazioni web, piuttosto che per quelle che devono solo presentarle all’utente.
Da un punto di vista di sintassi OWL è un’estensione di RDF, ma si differenzia da quest’ultimo per il fatto che RDF è un modello per rappresentare le risorse Web e le loro relazioni tramite una sintassi definita, OWL invece fornisce un vocabolario per le classi e le proprietà delle risorse RDF e per le relazioni tra queste.
Altra caratteristica fondamentale del Semantic Web che è applicata in OWL, è il concetto di riusabilità e “open world“, nel senso che le ontologie devono poter essere riutilizzabili e combinabili, in modo da poter estendere, definendo nuove ontologie, le classi che sono già descritte in una certa ontologia preesistente.

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Introduzione a RDFa

ottobre 30, 2008

RDFa fornisce un insieme di attributi XHTML per rappresentare in formato machine-readable dei dati human-readable come le pagine web, senza che sia necessario riscrivere e creare nuovi contenuti (eventualmente anche in altri formati e con altre sintassi), ma semplicemente aggiungendo informazioni a quelli già esistenti.
Quando un utente raggiunge una pagina web è in grado di capire che, molto probabilmente, il testo scritto con un carattere più grande rispetto resto del contenuto della pagina indica il titolo della pagina stessa, e che la foto a fianco della biografia dell’autore è presumibilmente la foto dell’autore stesso. Se un’applicazione (browser) raggiunge la stessa pagina, non è in grado di fare le stesse deduzioni dell’utente, si limita ad identificare una stringa nella testata ed una immagine affiancata a del testo.
Aggiungendo delle informazioni (attributi XHTML) che esprimono il significato degli elementi, è possibile far sì che i programmi possano “capire” le pagine web.

RDFa introduce dei nuovi attributi XHTML che accettano valori appartenenti ad vocabolario specifico.
Il vocabolario di riferimento (Dublin Core, FOAF, etc..) viene importato specificando una XML Namespace declaration che associa il prefisso alla URIref, ad esempio per il prefisso dc:

xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"

In questo modo è possibile utilizzare gli elementi raccolti nel vocabolario (ad esempio dc:title) come valori per gli attributi XHTML di RDFa. RDFa permette anche l’utilizzo combinato di più vocabolari nella stessa pagina.

Le informazioni aggiuntive inserite agli elementi della pagina XHTML tramite RDFa, costruiscono delle relazioni tra gli elementi stessi e sono rappresentabili tramite grafi basati sulle triple RDF soggetto-predicato-oggetto, questo fatto chiarisce che RDFa non è altro che un’applicazione dell’idea di RDF applicata alle pagine XHTML. L’estensibilità e riusabilità che caratterizzano RDF si notano anche in RDFa, è infatti possibile costruire nuovi vocabolari creando e pubblicando documenti RDF in cui sono descritte le classi e le proprietà del vocabolario stesso.

Fonti:
http://www.w3.org/TR/xhtml-rdfa-primer/
http://www.w3.org/TR/rdfa-syntax/#rdfa-attributes


XFN – XHTML Friends Network

ottobre 25, 2008

XFN è un microformat che viene utilizzato per rappresentare le relazioni tra le persone (piuttosto che le persone in sè), definendole come valori dell’attributo rel di un hyperlink. In questo modo è possibile mostrare le relazioni che, ad esempio, l’autore di un blog ha con gli autori dei blog che sono presenti nel suo blogroll (ad esempio quali sono amici, quali ha fisicamente incontrato, quali sono colleghi o collaboratori, ecc…).

Facciamo un esempio (fonte http://www.gmpg.org/xfn/intro):
Prendiamo 5 persone (Ingrid, Josh, Kat, Mary  e Nick) con delle relazioni specifiche tra di loro. Focalizziamoci sul punto di vista di Ingrid:

  • Ingrid
    • lavora con Mary
    • è amica di Mary e Josh
    • conoscente di Kat
    • ha incontrato fisicamente tutti tranne Nick

In un caso di questo tipo, il i link di Ingrid (cioè le relazioni rappresentate dal suo punto di vista) sarebbero:

<a href="http://josh.example.com/" rel="friend met">Josh</a>
<a href="http://kat.example.com/" rel="met acquaintance">Kat</a>
<a href="http://mary.example.com/" rel="co-worker friend met">Mary</a>
<a href="http://nick.example.com/">Nick</a>

Vengono quindi usati un insieme di valori specifici (nel nostro caso friend, met, acquaintance, co-worker) come valori dell’attributo rel del link; questi valori sono riconosciuti dai crawler XFN che analizzano i link presenti nelle pagine e ricavano reti di relazioni tra i soggetti interessati.

Per rendere la propria lista di link o il proprio blogroll XFN-friendly:

  • modificare i link inserendo (come abbiamo visto nell’esempio precedente) l’attributo rel e specificarne i valori facendo riferimento alla tabella che segue
XFN quick reference
relationship category XFN values
friendship (at most one): friend acquaintance contact
physical: met
professional: co-worker colleague
geographical (at most one): co-resident neighbor
family (at most one): child parent sibling spouse kin
romantic: muse crush date sweetheart
identity: me

[Per dettagli sui significati dei valori XFN fare riferimento a http://www.gmpg.org/xfn/1]

  • Inserire nella head della pagina l’attributo profile, in questo modo

<head profile="http://gmpg.org/xfn/11">

  • Inserire il badge XFN-Friendly con il codice:

<a href="http://gmpg.org/xfn"> <img src="xfn-btn.gif" alt="XFN Friendly" /> </a>

  • Aggiungere il proprio sito al motore di ricerca XFN rubhub

Le caratteristiche chiave di XFN, come abbiamo avuto modo di vedere, sono:

  • semplicità, si basa anche su un insieme di valori molto ridotto ma che permette comunque di esprimere una grande quantità di relazioni interpersonali.
  • funzionamento decentralizzato, in quanto sono gli autori stessi a definire e creare i link
  • riutilizzo dell’infrastruttura web già esistente, non è stata creata una nuova sintassi XML-based (vedi RDF), bensì ci si basa sull’XHTML, riutilizzando l’attributo rel estendendolo alle relazioni tra le persone (era nato per rappresentare le relazioni tra i documenti)
  • machine-readable (basandosi su un una struttura ed un insieme di valori standard) ma anche human-readable (associando stili CSS ai link è possibile dare anche un aspetto visivo diverso per i vari link, ad esempio scrivendo in grassetto i link agli amici, in sottolineato i link ai colleghi)

Il tool XFN Dumper permette di visualizzare i link XFN presenti nella pagina web che si sta visitando. Per utilizzarlo basta semplicemente inserire tra i preferiti lo script JavaScript che trovate in fondo a questa pagina e farvi click una volta raggiunta la pagina web di cui si vuole visualizzare la lista dei valori XFN.

WordPress supporta XFN. Nell’inserimento dei link che si riferiscono a persone, si ha la possibilità di specificare i valori XFN per l’attributo rel del link in modo da definire la propria relazione con la persona in questione.

Fonti:
http://www.gmpg.org/xfn/
http://rubhub.com/main/add