Yahoo! chiude SearchMonkey [Ottobre 2010]

febbraio 6, 2011
The Yahoo! SearchMonkey logo

Image via Wikipedia

Yahoo! chiude il progetto SearchMonkey.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal blog developer di Yahoo!:

On October 1, 2010, we will close the SearchMonkey developer tool, gallery, and app preferences. Yahoo! Search is continuing to shift from a model where developers build lightweight apps to install on Yahoo! to one where publishers enhance their own site markup to produce similar results. Yahoo! Search results pages will continue to show enhanced result templates from websites’ page markup and structured data feeds along with Microsoft’s organic listings.

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Google, Microformats, RDFa e l’evoluzione del commercio elettronico

agosto 2, 2009

Con il supporto per Microformats e RDFa anche da parte di Google, l’evoluzione che il semantic web porterà al commercio elettronico sembra sempre più vicina e  incisiva.

Come detto per SearchMonkey di Yahoo!, per i venditori online, incorporare informazioni semantiche nei propri siti web porterà a vantaggi sicuri sia in termini di visibilità che in termini di qualità degli annunci. Allo stesso modo questo si otterrà anche con Google, che sembra pronto a supportare anche il formato hProduct.

Fonte: Articolo di Alan Rimm-Kaufman


Anche Google verso il Semantic Web: Rich Snippets

agosto 2, 2009

Google annuncia il supporto per dati strutturati con Microformats e RDFa per evolvere gli “snippets”, ovvero i brevi riassunti che descrivono i siti che vengono visualizzati nelle SERPs.

Link all’articolo dell’annuncio sul Google Webmaster Central blog. (Maggio 2009)

Come ci si poteva immaginare, Google non ha tardato molto nel seguire la via “semantic-oriented” già intrapresa da Yahoo! con SearchMonkey.


Yahoo! SearchMonkey

gennaio 27, 2009

SearchMonkey è una piattaforma di sviluppo per permettere a sviluppatori e proprietari dei siti web di migliorare i risultati di Yahoo! Search utilizzando le nuove tecnologie semantiche. I risultati delle ricerche che rappresentano pagine con contenuti semantici verranno mostrati in modo differente dal classico blocco titolo-descrizione-URL, saranno infatti messi in evidenza immagini, un’elenco di link principali della pagina ed un insieme di informazioni rilevanti, tutto questo all’interno dello stesso elenco dei risultati organici della ricerca, generando un sicuro guadagno in termini di visualizzazione, qualità e numero dei click.
Il proprietario del sito dovrà inserire del contenuto semantico al’interno delle pagine web sfruttando i microformats, RDFa o le altre tecnologie semantiche, oppure utilizzando gli sterumenti di sviluppo forniti da Yahoo! per costruire data services che estraggono i dati d’interesse dal sito; una volta rese recuperabili le informazioni è possibile definire l’aspetto del blocco che apparirà nell’elenco dei risultati specificando quali informazioni dovranno essere visualizzate. Leggi il seguito di questo post »


Introduzione a RDFa

ottobre 30, 2008

RDFa fornisce un insieme di attributi XHTML per rappresentare in formato machine-readable dei dati human-readable come le pagine web, senza che sia necessario riscrivere e creare nuovi contenuti (eventualmente anche in altri formati e con altre sintassi), ma semplicemente aggiungendo informazioni a quelli già esistenti.
Quando un utente raggiunge una pagina web è in grado di capire che, molto probabilmente, il testo scritto con un carattere più grande rispetto resto del contenuto della pagina indica il titolo della pagina stessa, e che la foto a fianco della biografia dell’autore è presumibilmente la foto dell’autore stesso. Se un’applicazione (browser) raggiunge la stessa pagina, non è in grado di fare le stesse deduzioni dell’utente, si limita ad identificare una stringa nella testata ed una immagine affiancata a del testo.
Aggiungendo delle informazioni (attributi XHTML) che esprimono il significato degli elementi, è possibile far sì che i programmi possano “capire” le pagine web.

RDFa introduce dei nuovi attributi XHTML che accettano valori appartenenti ad vocabolario specifico.
Il vocabolario di riferimento (Dublin Core, FOAF, etc..) viene importato specificando una XML Namespace declaration che associa il prefisso alla URIref, ad esempio per il prefisso dc:

xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"

In questo modo è possibile utilizzare gli elementi raccolti nel vocabolario (ad esempio dc:title) come valori per gli attributi XHTML di RDFa. RDFa permette anche l’utilizzo combinato di più vocabolari nella stessa pagina.

Le informazioni aggiuntive inserite agli elementi della pagina XHTML tramite RDFa, costruiscono delle relazioni tra gli elementi stessi e sono rappresentabili tramite grafi basati sulle triple RDF soggetto-predicato-oggetto, questo fatto chiarisce che RDFa non è altro che un’applicazione dell’idea di RDF applicata alle pagine XHTML. L’estensibilità e riusabilità che caratterizzano RDF si notano anche in RDFa, è infatti possibile costruire nuovi vocabolari creando e pubblicando documenti RDF in cui sono descritte le classi e le proprietà del vocabolario stesso.

Fonti:
http://www.w3.org/TR/xhtml-rdfa-primer/
http://www.w3.org/TR/rdfa-syntax/#rdfa-attributes